CRISTO: VERO DIO E VERO UOMO

 

UN CASO UNICO

  Il problema Cristo: Chi è Gesù Cristo?

- esistenza storica di Gesù: testimonianze scritturistiche e extra-bibliche (Giuseppe Flavio, Plinio il

Giovane, Tacito, Svetonio, ecc.);

  - la gente si interroga su Gesù (Mt 8, 27; Lc 9, 9) e Gesù stesso pone la domanda sulla propria

identità (Mt 16, 13-17);

  - molteplici opinioni della gente (favorevoli, ma inconsistenti);

  - la risposta della Chiesa apostolica (Pietro): "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente";

  - unicità di Cristo (elementi unici di Cristo):

  - messianicità (Tu sei il Cristo), divinità (il Figlio del Dio), la vita imperitura (vivente); - una

persona (divina) in due nature (umana e divina);

- impossibilità di ritenerlo un semplice uomo, uno dei grandi personaggi della storia;

  - l'unico Salvatore del mondo (Gv 4, 42; At 4, 12), che ha legato alla sua persona il

destino eterno di tutti gli uomini. Chi crede in lui è salvo per sempre (Gv 3, 16-18);

  - centralità di Cristo nella nostra vita: via, verità e vita (Gv 14, 6); un primato d'amore

(Mt 10, 37-39; Lc 14, 25-33)

 

L'UMANITA DI GESÙ (Gesù è vero uomo):

  La figura umana di Gesù:

 - la sua vita "normale" a Nazaret come figlio di Maria e del carpentiere (Lc 2, 39-52; 4, 16-30; Mc

6,1-6);

  - condizionato dalle comuni necessità (provò la fame, la sete, il freddo, la stanchezza, il dolore

     fisico, la morte).

L'aspetto psicologico di Gesù:

- attento osservatore della vita in tutte le sue manifestazioni: la natura, i comportamenti umani;

  - intelligenza intuitiva (naturale e immediata) e sintetica. In lui non c'è ombra di sforzo intellettuale,

    non si esprime con ragionamenti complicati, coglie subito il nocciolo delle questioni, va diretto al

    cuore dell'uomo;

  - uomo di grande saggezza e di profondo senso critico (senso profondo della realtà, corretta

    gerarchia dei valori, giusto giudizio sulle cose);

  - profondo equilibrio tra intelligenza e vita, tra mente e cuore (uomo di preghiera e di azione;

    attento ai bisogni spirituali ma anche alle necessità materiali; digiuna e mangia con i peccatori;

    esigente e misericordioso, energico, ma anche dolce, paziente, mite);

  - affettivamente ricco con varietà di sentimenti: gioia, tristezza, angoscia, meraviglia, delusione,

     sdegno, commozione, compassione, bontà, tenerezza, affetto, amore;

  - affettivamente maturo (reazioni emotive equilibrate, profonde e durature; dominio sulle

     proprie emozioni; assenza di carenze affettive; capacità di ricevere e donare amore);

L'aspetto morale di Gesù:

  - estremamente coerente: nessuno ha potuto accusarlo di contraddizione o di peccato;

  - privo di difetti, di sentimenti e di atteggiamenti negativi (egoismo, vanagloria, superbia, invidia,

    gelosia, permalosità, vendetta, insincerità, sensualità); in lui non si riscontrano freddezze, chiusure,

    risentimenti, meschinità, grettezza d'animo;

  - profondamente libero di fronte alle tentazioni di satana; di fronte alle aspettative della gente, ai

    giudizi e minacce dei suoi nemici; libero dai suoi amici; libero dalle errate consuetudini religiose;

    libero da ogni condizionamento negativo interiore.

L'aspetto religioso di Gesù:

  - visione religiosa della vita (in ogni cosa o avvenimento vede la presenza di Dio);

  - unità e senso della sua vita centrata nella volontà del Padre: servire l'uomo, liberandolo

    da tutte le potenze del male, portandolo alla comunione con Dio. Cristo dona all'uomo

    la verità, il perdono, la grazia di Dio;

  - i valori di Gesù: il primato di Dio Padre (rifiuto di ogni idolo: il proprio io, la ricchezza, il potere,

    il piacere) e l'amore ai fratelli fino a dare la vita.

LA MESSIANICITA DI GESÙ (Gesù è il Messia, cioè l'unto, il consacrato del Signore):

  Rivelazione veterotestamentaria:

  - messia-re (2Sam 7; Sal 2,1-12; Is 11; Ger 23, 1-6; Ez 34, 1-31);

  - messia-sacerdote (Sal 109, 1-7);

  - messia-profeta (Is 42, 1-9);

  - messia-vittima d'espiazione (Is 53);

  - messia-figlio dell'uomo (Dn 7, 13-14);

  Rivelazione neoterotestamentaria:

  - riserve di Gesù sul titolo di Cristo che si prestava a equivoci (Mc 8, 29-33);

  - appropriazione del titolo (Lc 4, 18; Gv 4, 25-26; 10, 24-25);

  - eventi della sua vita: ingresso trionfale di Gesù in Gerusalemme, il mistero pasquale;

  - l'appellativo entra come componente del nome di Gesù e diventa una formula di fede

    ecclesiale (At 2, 36; 3, 20; 5, 42; 9, 22; 17, 3; 18, 5-28);

  - esclusività messianica ("il" Messia): nessun altro è risolutivo della storia umana.

LA DIVINITA DI GESÙ (Gesù Cristo è il Figlio di Dio)

  Rivendica a sé prerogative divine:

  - si pone sullo stesso piano di Dio: dà norme morali completando la legge di Dio (Mt 5,7);

  - proclama di essere il padrone del sabato (Mt 12, 8);

  - si arroga il potere di perdonare i peccati (Mt 9, 2; Lc 7, 47; Gv 8, 11);

  - dichiara di essere "la verità e la vita" (Gv 14, 6);

  - si ritiene giudice di tutti gli uomini e della storia (Mt 25, 31-46);

  - chiama Dio suo Padre, si mette sullo stesso piano di Dio facendosi uguale a Dio (Mt 11, 27; Gv 5,

18);

  - applica a sé il nome di Jahvè (Gv 8, 58);

  - lui e il Padre sono una cosa sola (Gv 10, 30);

  - insieme al Padre invia lo Spirito Santo (Gv 15, 26; 16, 7).

 Le testimonianze evangeliche:

  - la testimonianza del Battista (Gv 1, 15;  3, 35);

  - la testimonianza del Padre: nel battesimo che lo indica come Figlio (Mc 1, 11, ecc.);

  - la testimonianza dei discepoli (Gv 1, 49-51; 20, 28; 1 Gv 1, 1-3);

 La fede della Chiesa apostolica:

  - la formula trinitaria battesimale (Mt 28, 19);

  - Paolo afferma che Gesù Cristo è "di natura divina" e ha ricevuto "il Nome che è al di sopra tutti di

    ogni altro nome" (Fil 2, 6-9);

  - la lettera agli Ebrei lo definisce irradiazione della gloria di Dio e impronta della sua sostanza, che

    sostiene tutto con la potenza della sua parola, assiso alla destra della maestà nei cieli come Dio (Eb

1, 3-8);

  - Giovanni proclama che Gesù è il Verbo di Dio (Gv 1, 1), la cui gloria esisteva prima della

     creazione del mondo (Gv 16, 5).

LA VITA IMMORTALE DI GESÙ (Gesù Cristo dopo la sua risurrezione è vivo per sempre)

  Le testimonianze scritturistiche:

 - la testimonianza di Gesù prima della sua passione (Mc 9, 9-10; Mt 16, 21-23; 28, 6);

  - la testimonianza degli apostoli: le apparizioni di Gesù; la tomba vuota; i testimoni della

    sua risurrezione dai morti (Lc 24, 46-48; At 1, 8; 2, 24; 3, 14-15);

Nucleo originario e centrale dell'annuncio e della fede cristiana:

 - centralità dei mistero pasquale e punto discriminante della fede cristiana (At 25, 19);

 - la risurrezione come garanzia di verità (1 Cor 15, 14-15);

 - Gesù è corporalmente vivo (non solo nel suo messaggio, nel suo esempio, ecc.);

Conseguenze:

- Gesù è "Signore" (At 2, 38; 16, 31; Fil 2, 11; Rm 10, 9; 1 Cor 12, 3); - la sua presenza

   sacramentale nella Chiesa;

  - novità dell'evento: Cristo ha vinto il dolore, il peccato, la morte; - Cristo risorto è la nostra

    risurrezione (1 Cor 15, 1-28).

   (Padre Attilio Carpin o.p.)