LA PAROLA DI DIO

 

Natura della parola:

- è un'idea espressa attraverso un vocabolo (parola detta o scritta); rivela il pensiero; - efficacia

della parola di Dio (parola-evento: Is 55, 10-11; Eb 4, 12).


  Problemi contenuti nell'espressione "Parola di Dio":

- se Dio abbia parlato (convinzione del popolo d'Israele, di Cristo, della Chiesa); - come Dio abbia

parlato (attraverso parole umane o eventi storici); - dove è conservata la sua parola (nei libri sacri:

Sacra Scrittura) - come venga conservata e trasmessa (attraverso la Tradizione della Chiesa) - chi

garantisce la sua autentica interpretazione (il Magistero della Chiesa).

 
LA DIVINA RIVELAZIONE (la comunicazione della Parola di Dio)

  Il fatto storico:

- il popolo d'Israele, partendo dall'esperienza di Abramo, è convinto che Dio abbia parlato ai loro

padri, ed è convinto di possedere dei libri ispirati da Dio, che contengono le parole di Dio;

  - Gesù condivide pienamente questa convinzione; accetta e usa la Scrittura come Parola di Dio

(Mt 15, 6; 22, 31. 43; Lc 24, 44; Gv 10, 34-35);

  - Gesù annuncia la parola di Dio (Lc 5, 1; 8,11. 21; 11, 28; 20, 1);

  - gli apostoli: sono convinti che in Gesù si compie quanto era stato preannunciato dai

profeti (Mt 1, 22, ecc.); sono convinti che tutta la Sacra Scrittura è ispirata da Dio

(2 Tm 3, 14; 2 Pt 1, 20-21; 3, 15-16);

  - gli apostoli annunciano la parola di Dio (At 4, 31; 6, 2; 8, 4. 14. 25;).

 

Natura della rivelazione:

- "Egli (Dio) ci fatto conoscere il mistero della sua volontà, secondo quanto nella sua benevolenza

aveva in lui (Cristo) prestabilito" (Ef 1, 9). La divina rivelazione è la manifestazione di Dio agli

uomini, mediante la quale Dio ci fa conoscere il mistero della sua volontà;

  - oggetto della rivelazione: se stesso e il suo disegno di salvezza per noi; - fine: ammetterci alla

comunione con sé (1 Gv 1, 3);

  - centro: Cristo (il mistero di Cristo: Ef 3), la piena verità su Dio e sull'uomo, colui che ci rivela il

Padre e ci dona la vita del Padre;

 

Modalità della comunicazione:

- Dio parla attraverso parole umane, tramite persone che parlano in suo nome (profeti) o attraverso

eventi storici. È Parola di Dio in parola umana;

  - ma la parola di Dio manifestata (rivelazione) dev'essere comunicata in maniera adatta e vera. Lo

Spirito muove ad agire, a parlare, a scrivere (ispirazione) affinché la Parola sia trasmessa. Nel caso

della Sacra Scrittura: Dio muove la volontà dell'uomo a scrivere, lo assiste nel redigere il testo

(raccolta dei materiale, giudizio sui dati, stesura dei testo), lo assiste nell'esprimere le cose rivelate

da Dio secondo verità infallibile (verità biblica);

  - gradualità e completezza: Cristo pienezza della rivelazione. "Dio che aveva già parlato nei tempi

antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni,

ha parlato a noi per mezzo del Figlio" (Eb 1, 1-2). Preparazione alla rivelazione evangelica (antica

alleanza). Cristo completa la rivelazione perché è “il Verbo del Padre" (Gv 1, 1-18).

 

Conseguenze:

- abbiamo dei libri ispirati (di origine divina). Dio e l'uomo sono concausa: Dio autore principale

(causa principale) perché rivela e ispira le realtà da comunicare; l'uomo autore secondario (causa

strumentale) in quanto sceglie le parole, lo stile, il genere letterario con i quali comunicare la Parola

di Dio;

  - quanto viene comunicato è Parola di Dio perché l'autore trasmette ciò che Dio gli ha rivelato.

L'autore umano non esprime solo un giudizio umano sulla realtà, ma si pronuncia secondo il

giudizio di Dio (verità storica e salvifica: senza errori in ciò che riguarda la salvezza);

  - tutto ciò che l'agiografo (autore sacro) asserisce, enuncia, insinua, dev'essere ritenuto come

asserito, enunciato, insinuato dallo Spirito Santo (diversità di affermazione). accoglienza della

parola di Dio nella fede: il pieno ossequio dell'intelletto e della volontà a Dio che parla e si rivela

(Rm 16, 26). Fede soggettiva (l'atto di fede) e fede oggettiva (le verità di fede)

 

La sua conservazione:

- necessità della sua integra conservazione (la fissazione della Parola di Dio posta per iscritto è la

Sacra Scrittura);

  - Sacra Scrittura: collezione dei libri (ta biblia = i libri) che, scritti sotto l'ispirazione dello Spirito

Santo, hanno Dio per autore, e come tali sono stati consegnati alla Chiesa quale custode e garante

(la canonicità);

  - La Bibbia cattolica è composta di 73 libri (46 dell'Antico Testamento; 27 del Nuovo Testamento)

 

LA SACRA TRADIZIONE DELLA CHIESA (la trasmissione della divina rivelazione)

Modalità della trasmissione:

- Cristo, pieno compimento della rivelazione, ha affidato il suo vangelo agli apostoli e ai loro

successori con il compito di predicarlo a tutte le genti (ufficio di magistero: Mt 28, 18-20). La

predicazione orale precede la sua fissazione scritta (l'annuncio precede gli scritti canonici, cioè

ispirati);

  - la Chiesa vive la parola di Gesù, mette in pratica il suo messaggio tramite

comportamenti e istituzioni che risalgono agli apostoli: la tradizione divino-apostolica;

  - valore e perennità della tradizione: ci consente di risalire in modo vivo a Cristo e

riguarda tutta la storia della Chiesa.

 

Natura della tradizione:

- parola di uomini contenente la parola di Dio;

- origine: Cristo-Spirito Santo-apostoli;

  - oggetto: la fede e la condotta morale (tradizione di fede);

  - progresso nella comprensione della verità (Gv 16, 12-15);

  - mutua relazione tra la Tradizione e la Sacra Scrittura: insieme sono il sacro deposito

della rivelazione e della fede. La Chiesa attinge la certezza sulle cose rivelate non dalla

sola Scrittura, ma anche dalla Tradizione (2 Ts 2, 15).

 

ll MAGISTERO (interpretazione della divina rivelazione)

Ufficio magisteriale:

- Cristo ha affidato il compito di interpretare autenticamente la Parola di Dio scritta o

trasmessa al solo Magistero vivo della Chiesa, che esercita per divino mandato e con

l'assistenza dello Spirito Santo (garanzia di infallibilità, ossia certezza della verità); - il popolo

santo deve perseverare nell'insegnamento degli apostoli (At 2, 42);

 

Natura dei Magistero:

- soggetto: il collegio episcopale;

  - oggetto: la fede e la condotta morale;

  - autenticità interpretativa (magistero non scientifico, ma autoritativo, cioè con l'autorità conferita

da Cristo);

  - connessione tra Sacra Scrittura, Tradizione e Magistero: mutua relazione (ciascuno, a modo

proprio, sono sotto l'azione dello Spirito Santo).

 

NELLA VITA DELLA CHIESA E DEL CRISTIANO

Importanza della Scrittura nella Chiesa:

- la Chiesa, comunità dei credenti, nasce dall'annuncio della parola di Dio (At 8, 14);

- la Chiesa vive la Parola di Dio (ministero dell'annuncio, proclamazione liturgica della Parola, base

della teologia);


Importanza della Scrittura nella vita del cristiano:

- suscita la fede e informa la vita (Mt 5, 21-27; 13, 18-23; Gv 6, 63-68; 21, 24-25); - nutrimento

spirituale della preghiera.

 
(Padre Attilio Carpin o.p.)