| RISCOPRIAMO I NOSTRI TESORI ARTISTICI
Nella Chiesa parrocchiale di Casorezzo, dedicata a San Giorgio, si possono ammirare due grandi quadri, posizionati sulle pareti a destra e a sinistra dell'Altare maggiore. Fanno parte da anni dell'arredo e pochi lo notano; al massimo, capita che qualche fedele si chieda da dove provengano, chi rappresentino. 1° QUADRO - CROCIFISSIONE Attribuibile ad un artista Lombardo, attivo nella prima metà del '600. |
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La sua immagine sembra quasi in movimento, come facesse in quell'attimo l'ultimo passo in salita per essere accanto alla Croce. La si vede appoggiata con la mano sulla gamba destra, faticosamente sollevata su una specie di ultimo gradino.San Giovanni appare, invece, più statico. Sono questi elementi significativi, al di là della riuscita tecnica, perché si riflettono chiaramente sui due personaggi in primo piano di cui viene giustificata la preminenza sul proscenio rispetto alle figure della Madre di Gesù e al Discepolo più amato, posti in secondo piano. Questa rappresentazione, infatti, non avviene più nel contesto storico della Crocifissione, ma in un contesto metastorico. Qui, con la raffigurazione di Santi che hanno saputo attualizzare il messaggio della Croce in modo universalmente valido si sollecita lo spettatore che guarda ad attualizzare anche lui la Croce. | ||||||
| La Madonna e San Giovanni sono, in un certo qual modo, la forma sulla quale si adattano altri santi che ne hanno riprodotto la sensibilità interiore: quella di una partecipazione più attiva nel caso della Vergine - sottolineata anche dal movimento 'in salita al Calvario' che ritroviamo pari pari nel personaggio che le si sovrappone e quella di una partecipazione più contemplativa e passiva - sottolineata dalla staticità di Giovanni e da quella del santo che gli si sovrappone. E' un movimento 'ad imitandum' in progresso: dalla Madonna e da Giovanni ai Santi in primo piano e, infine, a noi che guardiamo. In altre parole, se ci chiedessimo: «Chi traspare dietro l'esempio dei due Santi davanti alla Croce?» potremmo rispondere: «l'esempio della Madonna e di Giovanni». Il doppio chiasmo ai piedi della croce evidenzia tutto ciò.
1° chiasmo: la folla di sinistra - i personaggi in primo piano di destra. E' ciò che semplicemente da centralità al Crocefisso. |
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| 2° QUADRO - ESORCISMO Pietro Antonio Magatti (1687 - 1768). Il Magatti agì prevalentemente nel Varesotto, dove i nuovi fermenti imponevano una nuova peculiare fisionomia artistica. Fu autore di spicco di questa temperie, all'interno del filone di una cultura prettamente milanese. |
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| Il dipinto raffigura, più che un esorcismo, un rito di liberazione di un ambiente dalla infestazione diabolica. L'esorcismo infatti si pratica sulle persone, e qui non compaiono persone ma un demone messo in fuga. Il personaggio appare come un santo vescovo (con pastorale, mitra, piccola croce pettorale) circondato dal suo clero. Con la mano destra asperge il luogo in cui si trova attingendo dal secchiello dell'acqua benedetta sorretto dal chierico inginocchiato accanto; con la sinistra sorregge invece una apparente teca lignea, che forse contiene una reliquia che gli è di aiuto nella disinfestazione diabolica. Il tema trattato è del tutto devozionale e fa riferimento a tradizioni locali, proprie dei luoghi di provenienza del dipinto. In materia demoniaca, tra l'altro, sono anche numerose le particolarità relative agli strumenti - a volte singolari - usati da santi esorcisti. Non è possibile aggiungere altro. Ora le opere abbisognano di una accurata pulitura e di una adeguata illuminazione, che metta in evidenza la pregevole fattura.
Giovanni Zari |
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