PROGETTO EDUCATIVO DELL’ORATORIO

L'Oratorio è il luogo "nel quale l'intera comunità parrocchiale manifesta concretamente la sua azione educativa per la gioventù".
"Esso è una comunità che educa all'integrazione fede-vita, grazie al servizio di una comunità di educatori, in comunione di responsabilità e di collaborazione con tutti gli adulti. Il metodo dell'oratorio (o il suo stile) è quello dell'animazione, che consiste nel chiamare i ragazzi a partecipare a proposte educative che partano dai loro interessi e dai loro bisogni"

(cfr.Sinodo 47° cap.11 - 209 e 218 )

Le attività dell'Oratorio sono la catechesi, la preghiera, la liturgia, i Sacramenti, la formazione del comportamento cristiano, l'apostolato e il servizio, il gioco, lo sport e il tempo libero. Queste attività non vanno considerate separatamente ma devono essere coordinate attentamente tra loro.
(cfr.Sinodo 47° cap.11 - 220-221)

All'interno dell'ambito più vasto della Pastorale Giovanile, alla luce di quanto prescritto dal Sinodo 47° e di quanto emerso dall'analisi della situazione presente nella nostra Parrocchia, appare urgente e necessaria l'elaborazione di un progetto educativo dell'Oratorio:

  • Per tracciare alcune linee programmatiche che conferiscano all'Oratorio un volto preciso per evitare il rischio di omogeneizzarsi e confondersi con altre strutture o istituzioni;
  • Per ribadire gli obiettivi educativi generali propri della tradizione oratoriana e calarli nella situazione attuale della nostra parrocchia al fine di restituire nuovo impulso alla "voglia di oratorio";
  • Per coordinare armoniosamente le varie attività dell'oratorio promovendo la corresponsabilità educativa e la collaborazione fra coloro che operano come educatori e animatori.

OBIETTIVO GENERALE
Oratorio come Progetto di Vita

L'oratorio, nel pensiero di Don Bosco, è:

casa che accoglie,

parrocchia che evangelizza,

scuola che avvia alla vita,

cortile per incontrarsi da amici e vivere in allegria.

  Quattro sono gli aspetti di vita che cura l'Oratorio:

* Lo spirito di famiglia - perché l'Oratorio è casa che accoglie.

* La visione religiosa della vita, -  perché l’oratorio è parrocchia che evangelizza.

* La crescita attraverso l'educazione - perché l'oratorio è scuola che avvia alla vita.

* Lo spirito di allegria che diventa gioco spontaneo o organizzato e che costruisce amicizia, - perché l'oratorio è cortile per incontrarsi da amici e vivere in allegria.

Il progetto della parrocchia è ispirato all'Eucarestia, fonte e culmine di ogni comunità cristiana; e per celebrarla occorre il PANE.
 Nell'Oratorio si deve seminare perché ci sia:

  • il PANE della PREGHIERA e della dimensione spirituale della vita
  • il PANE della PAROLA con la formazione catechistica
  • il PANE dell'EUCARESTIA con la bellezza di ogni Liturgia
  • il PANE della CARITÀ espresso sia nel gioco che nell'animazione, nello sport e in ogni attività di servizio
  • il PANE della MISSIONE, perché non si esaurisca tutto dentro le quattro mura.

QUALE ORATORIO

I modelli si rifanno, sostanzialmente, a due tipi; sistema chiuso e sistema aperto che attivano modi differenti di pensare degli elementi fondamentali dell’organizzazione pastorale (la struttura, la cultura, gli obiettivi, i soggetti…). Qui di seguito vengono presentati, in forma schematica, alcune delle principali caratteristiche organizzative proprie di un’organizzazione pastorale come l’oratorio e precisare come esse si declinino all’interno dei due gruppi di modelli, ricordando che alcune delle caratteristiche saranno maggiormente sottolineate dai modelli razionali ed altre dei modelli naturali.

Notiamo che si tratta di due tipologizzazioni estreme. In realtà, bisogna considerare che la realtà è più complessa di quanto ciascun modello possa afferrare e che spesso i due modelli convivono, soprattutto in questa fase di transizione che speriamo sia orientata verso l’emergere di un dialogo ermeneutico fecondo tra i due modelli e di una loro integrazione.

 

MODELLO A SISTEMA CHIUSO

MODELLO A SISTEMA APERTO

Attività e servizi

Oratorio come "opera catechistica"

Oratorio come opera ampiamente educativa

Proposte ben definite (programma)

Flessibilità rispetto alle domande dei giovani

Insistenza sulle proposte consolidate o strutturate

Attenzione a momenti aggregativi informali

Logica di sopravvivenza

Progetto strategico globale di intervento

Settorializzazione delle proposte

Coscienza di essere parte di una realtà più grande

Rivolte principalmente a bambini e ragazzi 

Rivolte anche ad altre fasce di età: giovani, adulti…

Rivolte a coloro nei quali è maturato un senso di appartenenza ecclesiale

Rivolte anche ai cosiddetti "lontani"

Centratura sui contenuti da trasmettere e da assimilare

Apertura all’esperienza

Organizzazione del disordine

Organizzazione dal disordine

Obiettivi predefiniti

Obiettivi co-prodotti dai soggetti

Struttura

Rigidità

Alta soglia di flessibilità e di tollerabilità del disordine

Gestione gerarchica del potere

Decisionalità diffusa

Divisione netta tra preti e laici

Corresponsabilità

Esecuzione

Iniziativa e responsabilità

Settorializzazione

Differenziazione e creazione di organismi di raccordo e partecipazione

Continuità legata in modo quasi esclusivo alla permanenza del responsabile

Continuità assicurata da partecipazione autentica e corresponsabilità nella gestione del Centro

Cultura

Certezze da difendere

Assunzione del disorientamento comune a tutte le agenzie educative

Atteggiamenti difensivi nei riguardi del cambiamento

Apertura al nuovo

Ecclesiologia cristomonista

Ecclesiologia trinitaria e comunitaria

Permanenza di una concezione da pastorale di massa (riproduzione di forme)

Concezione di pastorale nella prospettiva di una nuova inculturazione della fede con attenzione alla crescente irrilevanza del fatto religioso a livello personale ed ambientale e alla difficoltà di integrare esperienza religiosa ed esperienza umana.

Cultura organizzativa prevalentemente implicita

Cultura organizzativa ampiamente diffusa

Rapporto con l’esterno

Autoreferenzialità

Integrazione della propria azione educativa nell'ambiente e nel territorio

Isolamento

Rete e interazione con l’ambiente

Oratorio come "opera parrocchiale" (istituzione per soli aderenti)

 

Oratorio aperta al di là dei confini territoriali ed umani della parrocchia (ambiente che si colloca "tra comunità cristiana e società civile")

Comunicazione

Comunicazione unidirezionale che non “dà la parola”

Comunicazione fluida, attenta ai feed-back e ai bisogni

Comunicazione in canali selettivi o paralleli, che creano contatti solo tra alcuni dei protagonisti all'interno dell’organizzazione

Organizzazione che comunica (tutti i soggetti del sistema vengono messi nelle condizioni per poter comunicare ed interagire; tutto comunica…)

 

Il modello a sistema chiuso, che può essere definito anche come modello “semplice”, è il modello consolidato che, provenendo dalla tradizione, è maggiormente legato agli aspetti istituzionali. È chiuso in se stesso perché rigido, predefinito, predeterminato e ripetitivo; è il modello che si presenta in apparenza come ‘forte’ perché ben organizzato e comunque ancora dominante; in realtà è il modello ‘debole’ e in crisi, poiché, da sé solo, senza sostanziali cambiamenti - non ha un futuro credibile.
 Il modello a sistema aperto, che è un modello “complesso”, è quello più attento ai cambiamenti che avvengono nel contesto ecclesiale e sociale e che prevede un alto grado di flessibilità e di continua rielaborazione sotto la spinta degli elementi di novità e di complessificazione che provengono dalla realtà. È il modello che si presenta come ‘debole’, perché faticosamente cerca di emergere, anche se è ancora marginale; in realtà è un modello ‘forte’, perché ha in sé una grande capacità di spiegazione e di interpretazione della realtà, anche se, forse, non ha ancora raggiunto la sua piena maturitàconcettuale.
Il modello a sistema aperto deve ancora essere sperimentato e verificato sul campo, presenta certamente dei rischi, soprattutto non offre le piste consolidate del modello precedente; ma, a differenza di quello, che rimane chiuso in sé, il modello a sistema aperto, proprio perché aperto, è in grado di assumere in sé e di integrare anche molti elementi del sistema chiuso.

LA REALIZZAZIONE DELL'OBIETTIVO

Al fine di raggiungere l'obiettivo generale, ci sembra opportuno declinarlo in obiettivi specifici relativi alle varie fasce d'età presenti in oratorio.

Bambini dai 6 ai 10 anni

Obiettivi:

  • Conoscere il Signore
  • Riconoscere i bisogni degli uomini e rispondere ad essi
  • Vivere la Riconciliazione e l'Eucarestia

Contenuti e metodi:

  • Introdurre ai simboli e ai gesti cristiani (segno di croce, preghiere...)
  • Offrire il primo annuncio del Vangelo con racconti e parabole
  • Favorire la conoscenza reciproca
  • Aiutare ad accettare ogni bambino come fratello e non come avversario
  • Far vivere esperienze positive di gruppo
  • Superare egoismi e rancori con il perdono evangelico
  • Abituare a piccoli gesti di generosità e di servizio

Operatori:
genitori, catechisti, animatori, preti, suore, allenatori.

Tempi e luoghi:

  • L'oratorio per la catechesi e l'animazione
  • La parrocchia per i momenti liturgici e sacramentali
  • La scuola e la famiglia con l'aiuto dei genitori

Ragazzi dagli 11 ai 14 anni

Obiettivi:

  • Essere discepoli testimoni (Confermazione)
  • Avviare un serio discernimento vocazionale
  • Educare alla preghiera personale e comunitaria
  • Vivere la Chiesa come mistero di comunione

Contenuti e metodi:

  • Educare a valorizzare i doni ricevuti mettendoli a servizio degli altri
  • Proporre cammini di crescita differenziati (A.C.R.)
  • Educare a piccoli gesti di servizio e di carità in prospettiva della Professione di Fede per formare in loro la coscienza di appartenere ad una comunità
  • Approfondire la conoscenza della Parola di Dio
  • Sperimentare diverse forme di preghiera personale e comunitaria
  • Educare alla vita di gruppo

Operatori:
catechisti, animatori, preti, suore, genitori, allenatori

Tempi e luoghi:

  • L'Oratorio per la catechesi, il canto, il teatro, lo sport, le feste, l'A.C.R.
  • La Parrocchia per la Liturgia e i Sacramenti
  • La famiglia grazie ad un coinvolgimento dei genitori

Adolescenti dai 15 ai 17 anni

Obiettivi:

  • Educare a non ridurre la Fede a religiosità
  • Educare a scelte coraggiose di vita
  • Educare alla corresponsabilità con le figure sacerdotali e religiose
  • Educare a rapporti "nuovi" con gli altri

Contenuti e metodi:

  • Offrire, con una particolare attenzione personale, un vero e proprio percorso formativo alla missionarietà e alla corresponsabilità
  • Educare alla libertà e alla lealtà sviluppando un senso critico che aiuti ad orientarsi nelle prime scelte importanti della vita
  • Educare alla responsabilità per essere in grado di rendere conto a sé e agli altri delle proprie scelte e delle proprie azioni
  • Educare alla relazionalità per stabilire un rapporto equilibrato con sé stessi, con gli altri e con Dio
  • Offrire intensi momenti di spiritualità per un confronto serio e costante con la Parola di Dio

Tempi e luoghi:

  • Oratorio per la catechesi, lo sport, il cineforum, le prime esperienze di servizio, A.C.adolescenti
  • Parrocchia per la Liturgia i Sacramenti, le prime esperienze di servizio
  • Momenti di vita comunitaria e di ritiro spirituale

Giovani dai 18 ai 25 anni

Obiettivi:

  • Comunicare nella Fede
  • Sostenere ed accompagnare verso scelte definitive di vita
  • Comprendere e rispondere all'esigenza di una nuova evangelizzazione
  • Mantenersi in comunione con la chiesa locale, decanale e diocesana

Contenuti e metodi:

  • Educare alla graduale scoperta del senso e del valore dello studio per la vita
  • Incoraggiare presenze significative di testimonianza nella scuola
  • Attenzione particolare alla Pastorale Universitaria
  • Educare progressivamente al senso umano e cristiano del lavoro, visto come luogo di crescita e di espressione di valori da testimoniare con uno stile di vita coerente
  • Guidare verso scelte vocazionali mature, predisponendo cammini di educazione all'amore, curando le vocazioni ai ministeri ordinari ed alla vita di speciale consacrazione
  • Attenzione particolare alle proposte ecclesiali diocesane e decanali
  • Educare ad una maggiore apertura al prossimo attraverso il servizio

Operatori:
catechisti, educatori, preti, suore, responsabili delle associazioni, allenatori

Tempi e luoghi:

  • Proposte parrocchiali (gruppi di servizio, centri d'ascolto...)
  • Proposte oratoriale (catechesi, rispettosa dei tempi di studenti e lavoratori, servizi, sport...)
  • Proposte diocesane (Scuola della Parola, Veglie...)
  • La scuola, l'Università, il luogo di lavoro
  • Servizio civile e/o politico.

IL CONSIGLIO DI ORATORIO

Il Sinodo 47°, al paragrafo 239, prescrive la costituzione di un Consiglio d'Oratorio che

  1. collabori con il Direttore alla Gestione Educativa e Strutturale dell'Oratorio per facilitare l'attualizzazione del Progetto educativo, adeguandolo alle esigenze del contesto e individuando le concrete priorità
  2. si occupi del coordinamento, della comunicazione e dell'informazione fra i vari gruppi operanti in Oratorio,
  3. non tralasci di essere attento anche alle necessità tecniche ed economiche

Il Consiglio d'Oratorio è costituito da :

  • il Parroco
  • la suora direettrice dell'Oratorio Femminile
  • un catechista delle elementari
  • un catechista delle medie
  • un catechista degli adolescenti
  • un animatore del teatro
  • un animatore della Liturgia
  • due animatori dei giochi (oratorio maschile e femminile)
  • un operatore volontario in oratorio
  • due genitori (di cui uno del Consiglio Pastorale)

LA COMUNITÀ DEGLI EDUCATORI

Condividendo pienamente quanto espresso dal Sinodo ai paragrafi 235 e 236, per EDUCATORI intendiamo:

  • catechisti
  • educatori dei ragazzi
  • educatori degli adolescenti
  • educatori dei giovani
  • educatori dei gruppi di Azione Cattolica

Agli educatori compete la conduzione dei momenti formativi compresi quelli della catechesi; nello stesso tempo è chiesto loro di partecipare alla animazione degli altri momenti della vita del loro gruppi, suscitando la collaborazione degli altri animatori.

Per ANIMATORI si intendono:

  • animatori del gioco e del tempo libero
  • responsabili dei gruppi di interesse e di servizio (liturgico-ministranti e coretto-attività sportive C.S.I., gruppo culturale)

Tutti coloro che operano in Oratorio condividendo sinceramente il fine, il metodo e la tensione educativa della Parrocchia verso i ragazzi costituiscono la comunità degli educatori che ha "il compito di realizzare gli itinerari educativi, di verificarne l'attuazione complessiva, di garantire l'unità e la comunione degli educatori attraverso un costante confronto sul servizio reso." (Sinodo, par.238)

Pienamente consapevoli che solo Dio educa il suo popolo e chiama a sé "quelli che vuole", riteniamo criterio prioritario il mistero della vocazione di ciascuno.
"La scelta di diventare educatori in Oratorio deve essere suscitata, accolta e sostenuta all'interno della comunità parrocchiale" (Sinodo, par.238 )

L'educatore in oratorio deve qualificarsi nella sua personale testimonianza di fede e nella sua appartenenza ecclesiale.
Si richiede quindi:

  • l'impegno di un cammino personale di fede
  • la presenza ai momenti cultuali e formativi nella ordinarietà della vita parrocchiale
  • la frequenza agli incontri specifici del proprio settore di impegno
  • la partecipazione a momenti straordinari offerti dalla programmazione decanale o diocesana